Ogni anno , in Maggio, a pochi chilometri da casa mia, questo bellissimo campo diventa rosso, non di vergogna, ma di bellezza, si popola di un miliardo di papaveri o forse più. Per chi come me è cresciuto con la canzone papaveri e papere di Nilla Pizzi (in realtà io sono molto più giovane, il testo è del 1952, io sono un ragazzo del 1969), che mio padre mi cantava mentre mano nella mano tornavamo dalla scuola materna, i papaveri sono un bel ricordo. Un ricordo soprattutto d’infanzia perchè dove sono cresciuto, alle porte di Milano vi erano campi di papaveri a perdita d’occhio, che oggi non esistono più, almeno da quelle parti. Nel Pavese dove abito da qualche anno si può godere ancora di queste meraviglie.

