La Baronessa di Carini


La Sicilia offre veramente molto, non solo mare, ma soprattutto cultura millenaria, qui i greci avevano già portato la loro civiltà già duemila cinquecento anni fa e infatti ci sono molti edifici a testimonianze del passaggio ellenico da queste parti. Ma noi oggi andiamo a visitare un Castello, che con la Grecia non ha nulla a che spartire, ma che è il luogo di una tragedia famosa non solo in Sicilia, il Castello la Grua, il castello della Baronessa di Carini. Se avete visto la trasposizione televisiva di questa storia, sia quella con Ugo Pagliai degli anni settanta che quella con Lando Buzzanca e Luca Argentero dei giorni nostri, allora sapete del grave delitto che si perpretò ai danni della Baronessa della Grua, rea secondo il di lei marito di tradimento. La storia di Laura Lanza ancora oggi affascina, uan leggenda popolare dice che all’interno delle mura del castello, ancora si aggiri il suo fantasma, vero o non vero, questo maniero recentemente ristrutturato merita una visita, come anche il vecchio borgo di Carini. Il castello ospita anche il Mops, il museo dei pupi di Angelo Sicilia, famoso per il suo impegno con i suoi pupi antimafia, un bel connubbio senza dubbio, l’alone di mistero che pervade questo sito lo si avverte girando tra i saloni e le camere dove visse il Barone La Grua con sua moglie Laura, sino al delitto. Buona giornata e Buon Viaggio

Pubblicato da

Massi Tosto

Il fumo svanisce come i sogni che non si avverano mai Mwt

10 pensieri su “La Baronessa di Carini”

      1. Non ho avuto ancora l’opportunità di farlo ma l’idea di inserire nel teatro marionettistico siciliano il tema dell’impegno civile e sociale, narrando le storie delle vittime della mafia mi sembra davvero interessante. I pupi, in questo modo, diventano un’occasione di impegno civile e di educazione alla legalità.

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  1. Io ho avuto la fortuna di vederlo subito dopo il restauro, diversi anni fa. E’ stato possibile perchè con il gruppo moda con cui lavoravo dovemmo fare un sopraluogo per le fotografie…era vuoto, e per questo ancora più affascinante, non ne sarei uscita. Ma quando simo usciti era in corso a carini il passaggio di auto d’epoca…altro spettacolo. Ricordi bellissimi Brother.

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