
Intervallo ( Lombard Street) San Francisco


la giornata inizia sempre con un disco, sempre o lo metto su io o Rebecca sceglie tra i vinili di Papà, stamattina è toccato a me, quindi Ghost in the machine dei Police e la giornata parte certamente con il piede giusto.
La mia sesta città, Las Vegas al suo primo incontro è stata strana, era il 1992 all’epoca del mio primo on the road negli States, prendemmo una camera in un Hotel lungo freemont St che non era ancora quella di oggi, ma aveva il fascino della vecchia Vegas, con le luci dei vecchi casinò come l’Union Plaza che torreggia in fondo alla via e il Golden Nuggets da una parte e il 4 Queens dall’altra ad illuminare una strada che negli ultimi vent’anni è stata completamente rivisitate ed è diventata la famosa Freemont Experience. In quella prima volta non vedemmo nessuno dei grandi Hotels sul Las vegas Boulevard, il famoso Strip conosciuto in tutto il mondo. Sono stato spesso a Las Vegas, lo strip ho avuto modo di vederlo a tutti gli orari, anche se penso che per fare le foto di tutta questa lucente cittadina in mezzo al deserto, l’orario migliore a parer mio è dalle 3 alle 4 del mattino, quando in giro c’è pochissima gente. Simpatici i grandi spettacoli dei grandi Hotels a tema, ho dormito in molti di questi Hotels, anche nella luccicante Trump Tower, ma solo per una notte, spesso infatti abbiamo fatto di Las Vegas il nostro punto di partenza dei nostri on the road nell’ovest americano…Buon Pomeriggio e Buon Viaggio



L’ovest è soprattutto la terra degli indiani, quelli rimasti all’interno delle riserve, ma anche quelli che hanno tentato di integrarsi nella società americana che li ha quasi spazzati via del tutto. La storia del Nord America è costellata da siti che sono legato inevitabilmente ai nativi, alcuni dei parchi dell’ovest sia il negli Stati Uniti che in Canada sono ancora la casa di alcune tribù L, come per esempio tutta la Navajo National, quella vasta area tra Arizona e Utah, che ospita alcuni dei più bei parchi nazionali americani, gestiti quasi del tutto dai Navajo. Qui siamo nel cuore del Bryce canyon, nel primo viaggio con Lella on the Road, era il settembre del 2010, un anno che ha significato molto per entrambi, perché ha consolidato la nostra unione che di lì in poi è divenuta sempre più salda. Il Navajo loop è uno dei trail che porta giù nel cuore del canyon, al mattino in estate si può vedere l’alba e poi scendere con calma all’ombra delle rocce. Ricordi indelebili… Buona giornata e Buon Viaggio
Oggi sette anni fa ero certamente in giro per Manhattan, ci alzavamo prestissimo per via del fuso non ancora assorbito e uscivamo alle 5/5:30, poca luce e poche persone in giro, ma poi appena ti fermavi a bere un caffè ti rendevi conto di non essere solo al mondo. New York, la città che non dorme mai, ma che in realtà, sulla quinta la sua arteria più famosa, all’alba non c’è nessuno, ovvio tutti i negozi sono chiusi, anche se mi ricordo che l’Apple store era aperto H24, però non sono certo. Di certo Facebook mi ricorda che mi avviavo verso la High Line che non era ancora completata del tutto, ma che offriva già scorci bellissimi di una città intensa è meravigliosa. Una città che ho amato dal primo momento, una città che ho visto tante volte e che vorrei rivedere tante altre volte. Buona giornata e Buon Viaggio


Proprio sotto il quartiere di Soho si trova un altro dei quartieri diventati famosi della grande mela: Tribeca. Qui dove la Broadway incontra la 6th Avenue, si trova una piccola strada di lastricato che non ha nulla di famoso se non aver ospitato il Lupo e la sua signora nel loro primo viaggio americano insieme. Questa zona è piena di gallerie d’arte, studi cinematografici e vi si trovano i migliori ristoranti di New York, molti dei quali sono ovviamente italiani, siamo nella Lower Manhattan, poco distanti dalle rive dell’Hudson da una parte e il ponte di Brooklyn dall’altra, vicini a Little Italy e Chinatown. Insomma una piccola strada che per noi custodisce ricordi indelebili e importanti dell’inizio del nostro lungo viaggio…Buona giornata e Buon Viaggio


Mentre ancora cerco di metabolizzare la scomprarsa di Mihajlovic, come se fosse un vecchio amico, vorrei parlarvi della New York cestistica, quella delle belle battaglie con i Bulls degli anni novanta per esempio. Ricordo che a metà dei novanta, c’era una pubblicità dell’Adidas dal titolo ” have you seen John “, con l’allora folletto dei New York Knicks, John Starks, quando tutto il movimento cestistico americano stava cercando assolutamente un erede del più grande di tutti Micheal Jordan. I New York Knickerbockers dalla nascita della franchigia nel 1946, hanno raggiunto otto volte le Finals e solo due volte si sono laureati campioni Nba, nel lontano 1970, la prima volta e nel 1973 l’ultima. Negli anni novanta raggiunsero le finals per ben due volte, ma in entrambe le finali furono sconfitti, nonostante avessero un ottima squadra, con uno dei centri che mi ha emozionato di più Patrick Ewing. Qui insieme al centro giamaicano, giocava anche Charles Oakley, conosciuto da tutti come The Oak, la querci, per la sua solidità difensiva. Un altro giocatore che è diventato poi il più vincente tra gli allenatori è stato Phil Jackson che vinse entrambi i suoi titoli da giocatore proprio qui a New York. Io nel 2008 sono riuscito a vedere una partita dei Knicks al Madison Square Garden, che già da se fa parte del mito della grande mela, non una grandissima partita, tra i Newyorchesi e i cugini New Jersey Nets, allora non ancora a Brooklyn, ma nel vicino new Jersey. E si perchè ptoptio la franchigia del New Jersey da qualche anno è divenuta la seconda squadra di new York, essenda trasferitasi a Brooklyn appunto nel 2012, ma questa è un’altra storia. Buona giornata e Buon Viaggio

Gli Stati Uniti d’America, sono pieni di contraddizioni e non dico nulla di nuovo ovviamente, ma nella parte buona del nostro foglio voglio metterci lo sport, anche se spesso elevato all’ennesim potenza che tutto può sembrare finzione e chissà magari lo è per davvero, ma se lo fosse sarebbe comunque un grande spettacolo.
Da anni seguo la pallacanestro americana, da quando ragazzo mi sparavo le telecronache di Dan Peterson su italia 1 la domenica mattina, negli anni mi sono sempre più appassionato, mi sono divertito a vedere i Lakers dello shotime targati Magic, ho amato i Bad Boys vincitrici di due anelli consecutivi, che avevano un giovanissimo Denis Rodman e una stella di livello assoluto come Isiah Thomas, per non parlare dei Rockets guidati da un grandissimo Hakeem ” The Dream” Olajuwon, anche se poi ho perso completamete la testa per il più grande atleta di tutte le epoche e di tutti gli sports: sua maestà Micheal Jeffrey Jordan. I Chicago Bulls non avevano mai avuto una squadra così forte prima di MJ e non l’anno più avuto dopo il ritiro del più grande giocatore di sempre, il mio intento però è quello di portarvi in giro come sempre, quindi non perdiamo tempo partiamo.
Voglio partire da Dallas, città simbolo del Texas, conosciuta per la soup opera omonima che raccontava le vicende della famiglia Ewing e per l’assasinio di JFK, a proposito avete visto la serie con james Franco ispirata dal libro di Stephen King ? Se non lo avete fatto…
Dallas, città moderna è la casa dei Mavericks, dove gioca quello che è il giocatore più forte del momento e che probabilmente se saprà mantenersi mentalmente e fisicamente sarà il dominatore del prossimo decennio, si perchè Luka Doncic, sloveno di Lubiana, è protagonista assoluto già da qualche anno del panorama cestistico statunitense, nella squadra che è stata di un altro grandissimo europeo, Bunder Dirk Nowitzki. Ho già programmato un viaggio da quelle parti con partenza da Chicago, ma quella è un’altra storia, posso però dirvi che Dallas, merita una visita assolutamente. Buona giornata e Buon Viaggio
